A mero titolo esemplificativo, segnaliamo:
La
Rocca di Gradara
e il suo Borgo Fortificato rappresentano
una delle strutture medioevali
meglio conservate dItalia
e le due cinte murarie che proteggono la
Fortezza, la più
esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la
rendono
anche una delle più imponenti.
Il Castello sorge su una
collina
a 142 metri sul livello del mare e il mastio, il torrione
principale,
si innalza per 30 metri, dominando lintera vallata.
La
fortunata posizione
di Gradara l'ha resa, fin dai tempi antichi, un
crocevia
di traffici e genti: durante il medioevo la Fortezza è
stata
uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie
dello Stato
Pontificio e le turbolente Casate marchigiane
e romagnole.
La fama
di Gradara è
inoltre legata al poema dantesco e al «galeotto fu il
libro
e chi lo scrisse» con cui iniziò la travolgente storia
damore e
morte dei due amanti Paolo e Francesca.
Il
suo
antico appellativo deriva dal latino "Castrum Inferi"
(1231), divenuto
poi Inferno. La tradizione, benchè
non supportata da reali basi
storiche, afferma - e a noi
piace crederlo - che il sommo Dante abbia
ambientato i Gironi
del suo "Inferno" traendo spunto da queste cavità.
Nel
1819
il Vescovo riminese Gualfardo, non gradendo che nella propria
Diocesi
ci fosse una probabile dimora lucerina, mutò il nome al
paese
trasformandolo in "Onferno".
Oggi
si caratterizza per la presenza di
una Riserva Naturale
Orientata ricca di rare specie di vegetazione.
All'interno
della suggestiva grotta, il visitatore potrà addentrarsi
nella
dimora di una colonia di pipistrelli, la più importante
di tutta
la Regione (circa 3500 esemplari).
E'
una delle rocche
più belle e meglio conservate della
Romagna. Il castello ha la
particolarità di poggiare
le sue fondamenta proprio sul picco del un
monte. Il "Mons
Belli", tradotto dal latino, "Monte della guerra", fu
meta
di molteplici assalti, ad iniziare dai Malatesta nel 1186. Dopo
circa
200 anni furono i Montefeltro a conquistarla, rimanendo sotto
il
loro dominio fino al 1438 quando il signore dei Malatesta
Sigismondo
Pandolfo la riconquistò. Oggigiorno i proprietari
del castello di
Montebello sono la famiglia Guidi di Bagno
infeudati dal Papa Pio II
nel 1463.
Molto suggestiva è
la leggenda di Azzurrina: la storia
narra della giovanissima
figlia di Ugolinuccio o Uguccione Malatesta,
Guendalina,
che scomparve misteriosamente all'età di otto anni, mentre
giocava
rincorrendo una palla di stracci all'interno della fortezza
del
castello di Montebello.
E' possibile effettuare
sia visite
diurne (che privilegiano gli aspetti storici
della rocca) sia
suggestive visite notturne (che privilegiano
invece gli aspetti c.d.
"paranormali" della rocca).
Capitale
medioevale
della Valle del Conca, è uno dei paesi della Signoria dei
Malatesta
più integri e affascinanti. Sorge su un promontorio dove,
nelle
giornate serene lo sguardo abbraccia la costa da Fano a Ravenna.
La
Rocca, come sentinella di pietra delle terre malatestiane, offre,
con
le sue geometrie severe e imponenti, scorci davvero unici. Tuttavia
Montefiore
non è famoso solo per la sua bellissima rocca ma anche
per
il famoso santuario alla Madonna - "Cella di Bonora"
che ogni anno
viene visitata da migliaia di fedeli - dove
è riposto un antico dipinto
con la Madonna che allatta
suo figlio.
Quale
estremo lembo
della Romagna, è stato uno dei baluardi
a guardia del crinale che
separa il versante romagnolo da
quello marchigiano. Nato su uno sperone
cespuglioso come
rifugio allarrivo delle invasioni che si sono
succedute
nellantichità, è divenuto storicamente un caposaldo
conteso
da Malatesta, Montefeltro, Borgia, Veneziani e Chiesa.
Assai modesto
come estensione, ha mantenuto per secoli lo
stesso numero di abitanti,
che nel 1500 erano 950 e oggi
sono poco più di 1000.

Conosciuta
per
essere uno dei tre Stati più piccoli dEuropa nonchè
la Repubblica
più antica del Mondo. Le sue origini
sono antichissime. La leggenda
narra che Marino, scalpellino
originario dell'isola di Arbe in
Dalmazia, venne nel 257
in Italia, insieme a San Leo, per fuggire alle
persecuzioni
contro i cristiani dell'imperatore romano Diocleziano.
Il
centro storico della
città di San Marino e' ricco di bellezze naturali,
musei,
biblioteche e monumenti. Sulla vetta del Monte Titano si ergono
tre
Rocche o Torri mentre la città sottostante è racchiusa
da una
triplice cerchia di mura, intervallate da numerose
porte, baluardi e
torrioni. Entro le mura della città
vi sono le antiche piazze, i
palazzi, musei, chiese e case
medioevali tutte in pietra che conservano
l'aspetto di un
tempo.
Le
antiche fortificazioni e la
struttura del paese tramandano
l'importanza rivestita dal borgo durante
il dominio della
Signoria Malatestiana.
Il sapiente recupero della
propria
cultura, dei beni architettonici ed una innata vocazione per
il
teatro e la musica ne fanno uno dei poli culturali più
attivi e
importanti della provincia di Rimini.
Sorge
nella media
Valle del Marecchia, al centro della Regione
storica del Montefeltro,
su un masso imponente di forma
romboidale con pareti strapiombanti al
suolo. La placca
rocciosa, di formazione calcareo-arenacea, è il
risultato
della tormentata genesi che ha portato alla formazione del
paesaggio
della Val Marecchia, nota ai geologi come Coltre o Colata
della
Val Marecchia.
San Leo, città d'arte,
capitale del
Montefeltro, luogo di passaggio di San Francesco
e Dante, prigione di
Felice Orsini e di Cagliostro, ha avuto
anche l'onore di essere
capitale d'Italia o, meglio, del
Regno Italico di Berengario II, il
quale fu sconfitto a
Pavia nel 961 d.C. da Ottone I di Sassonia e che
poi si
rifugiò a San Leo, dove resse l'assedio per due anni prima
di
cedere all'avversario.